Vampate: nuovo farmaco senza ormoni (MLE4901) rapido ed efficace in menopausa

13/03/2018

Un nuovo farmaco senza ormoni, a quanto pare particolarmente rapido ed efficace per le vampate in menopausa,  è oggetto di studio da parte di vari ricercatori.

E’ recentemente stato pubblicato un altro studio su questo farmaco, l’MLE4901, sulla rivista scientifica Menopause, che confermerebbe i risultati osservati già da un altro studio precedente che avevo già segnalato in questo articolo del mio blog quasi un anno fa:

Rapido ed efficace già al terzo giorno di trattamento

Si tratta di un antagonista del recettore della neurochinina 3 (NK3R) che è in grado di migliorare i sintomi vasomotori come le vampate e le sudorazioni tipici delle donne in menopausa, non ormonale e quindi senza la necessità di esporle agli estrogeni, sia a breve che a lungo termine..

Questo farmaco è stato in grado di ridurre la frequenza delle vampate di calore del 72% al terzo giorno di trattamento rispetto al basale (IC 95% -81,3% -63,5%) e del 51% rispetto al placebo (p < 0,0001), il risultato si è mantenuto per tutte le 4 settimane dello studio, senza attenuarsi.
Uno degli autori dello studio, Waljit Dhillo, dell'Imperial College di Londra afferma:
«Abbiamo condotto questo studio perché le vampate in menopausa sono un problema grave, che colpisce la vita di milioni di donne in tutto il mondo e gli attuali trattamenti hanno effetti collaterali o non sono efficaci. Sulla base dei precedenti dati sugli animali, ci aspettavamo che l'antagonista del recettore della neurochinina 3 riducesse le vampate di calore, tuttavia siamo rimasti sorpresi dalla sua efficacia, con un effetto quasi miracoloso per questa condizione».

Le donne esaminate (in totale 37 di età compresa fra i 40 e i 62 anni) hanno ricevuto per 4 settimane il farmaco alla dose di 40 mg due volte al giorno, seguite da un periodo di washout di 2 settimane, e da un periodo di altre 4 settimane con placebo o con il nuovo farmaco.

Si è osservato un miglioramento della frequenza delle vampate di calore, ma anche la gravità dei sintomi vasomotori è migliorata significativamente, esattamente con una riduzione del 38% rispetto al basale al terzo giorno (da -46,1% a -29,1%), che è aumentata al 44% al giorno 28. Lo stesso miglioramento è stato riscontrato anche disturbi di intensità lieve, migliorati del 39% al terzo giorno (da -47,5% a -30,1%) e del 50% dopo 28 giorni.
 

"Si tratta del primo trattamento mirato"

Ad affermarlo è Jo Ann Pinkerton, direttore esecutivo della North American Menopause Society:
 «Se gli studi a lungo termine continuano a mostrare questi eccellenti risultati di rapida riduzione delle vampate di calore (sia diurne che notturne) e il miglioramento della loro gravità e del fastidio che arrecano, questo può diventare il primo trattamento orale, specifico, mirato, non ormonale per questo disturbo. La conferma in studi su larga scala potrebbe cambiare radicalmente il trattamento dei sintomi vasomotori, in particolare tra le donne in post-menopausa con una storia di tumori estrogeno-sensibili, come il cancro al seno o all'utero, per le quali la terapia ormonale non sarebbe raccomandata.
Il sollievo dalle vampate di calore è un bisogno importante e insoddisfatto di queste donne, dal momento le terapie non ormonali, come gli antidepressivi a basso dosaggio o il gabapentin, non sono state altrettanto efficaci».


Il dott. Dhillo ha ribadito che è però necessario testare questo farmaco in studi più ampi. «Due case farmaceutiche stanno già effettuando studi su larga scala ... quindi sono fiducioso che, entro pochi anni, sarà disponibile un nuovo farmaco efficace per aiutare le donne con vampate in menopausa»

Inoltre la dott.ssa Pinkerton ha suggerito di esaminare specificamente gli effetti a lungo termine di questa classe di farmaci, per un periodo di 3-5 anni o anche più a lungo, dato che alcune donne possono presentare vampate di calore anche per molto tempo, 15 o 20 anni. Ha posto anche l’attenzione sul dubbio che potrebbero esserci eventuali effetti potenzialmente negativi su altri tessuti del corpo provocati dall'antagonizzazione di questi recettori, come cuore, cervello e tessuti ossei e inoltre ha affermato:

«Sono nuovi dati molto interessanti su una nuova classe di farmaci che ha come bersaglio specifico i sintomi della menopausa, ma sono necessari ulteriori studi per stabilire la gamma di dosaggio, la sicurezza in altri tessuti e l'efficacia in periodi più lunghi».

Non ci resta che attendere ancora un po’ di tempo, sperando che vengano confermati su più ampia scala questi promettenti risultati che fanno sperare in un farmaco rapido ed efficace senza estrogeni, ideale per le donne che non possono o non vogliono assumere terapie a base di ormoni.

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