Varici, capillari, vene varicose: la terapia ormonale (TOS) in menopausa è controindicata?

04/03/2018

Buongiorno dottoressa De Falco,

da diversi anni ho un problema di capillari e senso di pesantezza alle gambe che il mio medico ipotizza essere vene varicose, sono in menopausa da un anno e ho tante vampate.

La mia ginecologa mi ha prescritto la terapia ormonale sostitutiva ma non è controindicata? Posso assumerla anche se ho i capillari e le vene varicose?

Grazie e complimenti per quello che fa!

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Buongiorno cara signora,

questa è una domanda che spesso mi viene posta dalle pazienti che soffrono di problemi molto comuni nelle donne, specialmente dopo i 40 anni, le varici o vene varicose e gli antiestetici capillari che compaiono sulle cosce e sulle gambe.

In menopausa il problema si riscontra più frequentemente ed è legato a un problema di insufficienza venosa determinato da un indebolimento della struttura delle pareti dei capillari e dei vasi venosi e una incontinenza delle valvole venose.

I sintomi che presentano queste pazienti sono una sensazione di pesantezza, affaticamento, gonfiore e dolori alle gambe, formicolii, crampi, prurito e ritenzione idrica, che vengono accentuati ulteriormente se si assumono terapie a base di estrogeni e progestinici come la pillola contraccettiva o la terapia ormonale sostitutiva (TOS) per i disturbi della menopausa.

Il rischio delle varici è quello di poter aumentare le probabilità di andare incontro a fenomeni di trombosi.

Anche i farmaci che contengono estro progestinici come la pillola, l’anello o il cerotto anticoncezionale e la terapia ormonale sostitutiva della menopausa aumentano il rischio di trombosi…

Quindi la terapia ormonale è controindicata se si hanno le vene varicose?

La risposta è: bisogna valutare caso per caso, valutando attentamente la paziente e la sua storia clinica.

In particolare:

- Se ci sono solo problemi di vene varicose o capillari la terapia ormonale NON è controindicata, perché il rischio trombotico è legato soprattutto alla presenza delle vene varicose più che alla terapia ormonale che aumenta di pochissimo e in modo trascurabile il rischio. E’ comunque fondamentale, per non aumentare ulteriormente il rischio di trombosi, utilizzare terapie con un dosaggio basso di estrogeni e una via di somministrazione con minore assorbimento e metabolizzazione, come la via transdermica.

- Se invece, nella storia clinica della paziente ci sono stati familiari con problemi di trombosi venosa, flebiti, ictus, infarti insorti in età giovanile al disotto dei 45 anni o problemi di malattie autoimmuni, bisogna sospettare una trombofilia, cioè una predisposizione genetica che aumenta le probabilità di avere un rischio trombotico. In questi casi sarà opportuno fare delle analisi specifiche del sangue per valutare l’assetto della coagulazione con eventuali mutazioni genetiche (antitrombina III, proteina c, proteina s, omocisteina, fibrinogeno, PT, PTT, fattore V leiden, fattore II, MTHFR, ecc.) ed eventuali problemi di malattie autoimmuni come connettiviti e LES (Lupus Eritematoso Sistemico) con presenza di anticorpi antifosfolipidi (LAC, anticardiolipina, anti-beta2 glicoproteina I). Se i risultati di queste analisi mettono in evidenza problemi della coagulazione, predisposizione genetica per la trombofilia, o problemi di malattie autoimmuni, sarà necessario valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio della terapia ormonale anche con l’aiuto dell’angiologo, del chirurgo vascolare, dell’immunologo, reumatologo e dell’ematologo.

In ogni caso comunque la presenza di capillari o vene varicose, anche se da sola, senza altri fattori di rischio, non controindica la terapia ormonale, va sempre trattata con terapie di vario tipo (sclerosante, chirurgica, laser, ecc.) dall’angiologo o chirurgo vascolare.

Un caro saluto!

dott.ssa Vincenza De Falco, Specialista in Ginecologia

Informazioni e Prenotazioni: Tel: 351 8401750

Varici, capillari, vene varicose: la terapia ormonale (TOS) in menopausa è controindicata?